XXII Conferenza Nazionale SIU
Società Italiana degli Urbanisti
L’URBANISTICA ITALIANA DI FRONTE ALL’AGENDA 2030
PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
CALL FOR PAPERS

PROGRAMMA GENERALE DELLA CONFERENZA

 
Programma della Conferenza 

 Programma dei Workshop Paralleli 

NEWS! 
• CALL FOR PROPOSALS/YoungerSIUrs_Più giovani SIU
Gli interessati possono inviare una lettera di motivazione e di autocandidatura di max 3000 battute spazi inclusi all’indirizzo youngersiurs@gmail.com  entro il 10.03.2019. 

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FULL PAPERS TEMPLATE 

• Di seguito sarà scaricabile il template per la redazione dei Full Papers della XXII Conferenza Nazionale SIU. La deadline per l'invio dei Full Papers è: Lunedì 29 aprile 2019.
• Si ricorda di attenersi strettamente al template, pena l'esclusione del contributo dalla pubblicazione degli Atti della Conferenza. Si prega di inviare i materiale al seguente indirizzo e-mail: conferenzasiu2019@gmail.com

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DEADLINE INVIO ABSTRACT: Lunedì 18 Febbraio 2019
• 
NOTIFICA ACCETTAZIONE ABSTRACT: Lunedì 15 Marzo 2019 

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I TEMI DELLA XXII CONFERENZA SIU

Sono trascorsi quattro anni dall’approvazione dall’accordo internazionale per l’adozione della Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del settembre 2015 “Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile”, finalizzata all’adozione a livello globale dell’Agenda dello sviluppo per il prossimo quindicennio.
Si è proposto allora un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità quale grande sfida globale, nonchè indispensabile, per l’affermazione dello sviluppo sostenibile. Nei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs), nei quali l’Agenda Onu 2030 si articola attraverso 169 targets, si sancisce in modo inequivocabile il nesso tra condizioni di povertà e crisi ambientale del pianeta, tematizzando il rapporto attuale, sempre più stretto, tra i cambiamenti ambientali e le dissimmetrie sociali, innovando profondamente il concetto stesso di sviluppo sostenibile così come lo avevamo ereditato dalla sua prima definizione del 1987. A partire da questa innovazione concettuale e in attuazione dell’obiettivo fondamentale di liberare il mondo dalla piaga della povertà e della fame, l’Agenda si fa carico della cura e della salvaguardia del pianeta sotto gli effetti dei Cambiamenti Climatici, “per portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza”.

La XXII Conferenza intende approfondire la questione delle responsabilità, delle competenze e degli strumenti dell’Urbanistica Italiana di fronte alle sfide lanciate dagli SDGs, partendo dal Goal 11, “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili” e dalla sua articolazione in 7 targets, e mettendo alla prova la disciplina anche su altri Global Goals dell’Agenda 2030. La dimensione pratica e agente della disciplina, disposta a utilizzare nuovi processi cognitivi, e da sempre disponibile a contaminarsi con nuovi saperi, non può relegarsi solo nello spazio ristretto degli obiettivi in cui è chiamata in campo, ma, interfacciandoli e implementandoli, ne vuole individuare altri in cui ha competenza e può tornare ad essere utile e “ad operare sul campo”. Per l’Urbanistica uno dei principi fondamentali della Risoluzione delle Nazioni Unite del 2015 è quello di “abbracciare l’intera Agenda” per dar vita a politiche di sviluppo integrate e aperte tanto ai paesi in via di sviluppo quanto alle potenze industriali; sistemi territoriali e sociali che, sebbene in condizioni di contesto profondamente diverse, appaiono entrambi gravati da molti dei problemi epocali che l’Agenda 2030 richiama.

Attraverso questa riflessione condivisa, nella XXII Conferenza la SIU intende inserirsi in quel processo avviatosi in Italia, già dall’anno successivo alla sottoscrizione della Risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e concretizzatosi in iniziative di organizzazioni, associazioni di imprese e della società civile, istituzioni universitarie e centri di ricerca che hanno iniziato a disegnare, sebbene in maniera non sistematizzata , una “posizione italiana” sugli SDGs, sia pur nel costante convincimento di operare in un paese dimostratosi sino ad oggi incapace a darsi Agende strategiche.

L’Urbanistica italiana è indubbiamente in grado oggi di contribuire alla formulazione di un pensiero sulle città e sui territori basato sulla sostenibilità, orientato alla vita delle persone e declinato sui nuovi stili di vita che stanno insorgendo, convinta che la tecnica, preziosa alleata, senza il concorso proattivo di una presa di responsabilità, da sola può fare poco se non addirittura etero dirigere gli esiti.  
La XXII Conferenza intende riproporre la formula organizzativa utilizzata nella XXI Conferenza SIU a Firenze con il 3 (sessioni plenarie) + 3 (Frame) x 3 (workshop paralleli) in modo che le 9 occasioni di confronto e discussione degli atelier possano intercettare le tematiche ritenute più interessanti dell’Agenda 2030 in coerenza con le raccomandazioni del Goal 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. La formula 3x3x3 si arricchisce in questa XXII edizione dall’introduzione della mostra “Cartoline”, assumendo così la formula 3X3X3(+3). Inoltre a seguito dei lavori della Conferenza si terrà il YoungerSIUrs_Più giovani SIU, uno spazio d’incontro, approfondimento e condivisione dedicato ai più giovani della SIU nel Parco dell’Alta Murgia territorio-cerniera tra Matera e Bari.


I WORKSHOP

WORKSHOP 1. L’OBIETTIVO DELLA CITTA’ INCLUSIVA

• W 1.1 LE POLITICHE DI WELFARE SULLE DISEGUAGLIANZE 
Da quando nel 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione relativa all’Agenda 2030 sullo Sviluppo Sostenibile, nonostante le policy urbane e l’attenzione pubblica e accademico-professionale siano state orientate – se pur in misura e modalità differenziate – dall’obiettivo della sostenibilità, una serie di indagini e rapporti sul tema della povertà e della disuguaglianza sociale, hanno continuato a registrare un progressivo aumento dell’ impoverimento e della disuguaglianza sociale, non soltanto in termini di reddito ma anche di consumi e di accesso a servizi e beni fondamentali. Cresce la polarizzazione urbana, crescono le differenze tra paesi europei, tra Nord e Sud Italia, anche relativamente al livello di realizzazione degli stessi Goals dell’Agenda 2030. Questo quadro richiede una ridefinizione e un riposizionamento del dibattito in chiave ‘auto-riflessiva’ ed un ribaltamento del punto di vista: la sostenibilità sociale urbana osservata partendo dal suo scacco, dalla polarizzazione crescente.

• 1.2 OPPORTUNITA’ ABITATIVE NELLE PERIFERIE RIGENERATE
Il diritto alla casa, è ancora oggi un tema irrisolto, in particolare in Italia dove il disagio abitativo continua a persistere in particolare nelle grandi città, associandosi ai temi dell’adeguatezza degli alloggi, della gestione del patrimonio pubblico ma anche dei servizi e degli spazi urbani, agli stili di vita contemporanei e alle nuove domande abitative. A fronte di un pluriennale disinvestimento nazionale sulle politiche abitative, il workshop vuole indagare politiche, strategie, piani e azioni, destinati a risolvere il disagio abitativo, economico, sociale e urbano che, hanno toccato la questione dell’abitare con diverso grado di approfondimento e intensità (diritto all’alloggio, riqualificazione energetica, rigenerazione delle periferie, ecc.), delineando possibili traiettorie di sviluppo e innovazione delle agende in un’ottica transcalare, dall’alloggio (qualità dell’abitare) alla città (benessere urbano). Inoltre, si intende puntare l’attenzione sulle disparità di accesso alla casa, associate alle differenti condizioni di vita, e sulle possibilità di diversificare le opportunità abitative nei processi di rigenerazione e integrazione delle nuove “periferie”, canalizzando in modo sinergico le risorse economiche e valorizzando le buone pratiche delle esperienze compiute di rigenerazione.

• 1.3 ADATTABILITA' E MODELLI PER NUOVI ABITANTI E STILI DI VITA
Il Goal 11 dell’Agenda 2030 ci parla di una città inclusiva; una inclusività che deve confrontarsi con i grandi movimenti di popolazioni, di comunità contemporanei che hanno forti impatti spaziali su città e su territori, e non si tratta più solo di accoglienza dei rifugiati, ma di traiettorie migratorie che si sovrappongono a strutture fisiche e sociali consolidate, mosse da nuovi stili di vita, nuove esigenze del vivere associato che generano spazi innovativi e inedite funzioni urbane, negoziando con il mercato immobiliare, con i governi urbani forme ibride formali/informali dell’abitare. Si pensi alle nuove forme del co-housing, co-living che in tante città d’Europa si ibridano con il co-working, una forma di organizzazione del lavoro post-fordista fortemente legata alle domande dei knowledge workers e dei freelance (S. Bologna 2011) ridisegnando anche nuovi cicli di vita di complessi dismessi in politiche di Rigenerazione Urbana. Peraltro i patrimoni abitativi delle città storiche entrano a far parte dell’offerta ricettiva urbana per nuovi abitanti temporanei; turisti, studenti, buyers che modificano costantemente il tessuto urbano e le sue pratiche, che promuovono interventi di valorizzazione dei patrimoni in abbandono non senza rischi di stravolgimento delle stesse identità di quei luoghi. Queste nuove forme di residenza e di lavoro rappresenteranno occasioni durevoli capaci di creare nuova inclusività urbana, evitando rischi di processi striscianti di gentrification e di conflitto tra insider e outsider?


WORKSHOP 2.  L’OBIETTIVO DELLA SICUREZZA DI CITTA’ E TERRITORI

• W 2.1 LA SICUREZZA DEI TERRITORI FRAGILI  
L’Italia è un Paese strutturalmente fragile. La drammaticità delle cronache e le risultanze dei Rapporti ufficiali (Ispra, Legambiente, Ance-Cresme), evidenziano l’elevato livello di esposizione al rischio (soprattutto sismico e idrogeologico) di numerosi contesti territoriali e, nel contempo, i danni ambientali e sociali associati agli eventi naturali sempre più imprevedibili e distruttivi. La rilevanza del tema richiama la centralità della nozione di vulnerabilità dei sistemi urbani e territoriali intercettando le questioni chiave del loro cambiamento (climate change, consumo di suolo, depauperamento delle risorse primarie come l’acqua, l’aria, il suolo). Il workshop intende promuovere un dibattito sulla multidimensionalità della nozione di rischio ambientale (Carta di Sendai 2015) nella prospettiva di contribuire (attraverso il confronto tra casi di studio e buone pratiche) a delineare i contenuti e la complessità del progetto di rigenerazione dei territori fragili ed insicuri entro cui assume importanza la dimensione strategica e multidisciplinare delle politiche di intervento attivate nelle fasi di emergenza, ricostruzione e sviluppo di un contesto colpito da disastro ambientale. Come riscattare gli approcci settoriali delle pratiche correnti alla gestione e pianificazione del rischio? Con quali dispositivi e modalità operative innovare il piano e il progetto urbanistico che intendano assumere la centralità delle nozioni di sicurezza ed incertezza dei fenomeni naturali?

• W 2.2 MISURE PER L’ACCESSIBILITA’ E LA SICUREZZA DEL TRASPORTO PUBBLICO
Il tema dell’accessibilità impegna le istituzioni del nostro Paese in un ambizioso progetto culturale che operi per l’integrazione delle politiche - tradizionalmente separate - della mobilità con quelle sociali, del lavoro, della casa, dell’ambiente e della sicurezza urbana.
L’accessibilità è un diritto esteso a tutti i cittadini; non è solo associata alle barriere architettoniche o ai sistemi di trasporto; riguarda anche l’accesso ai servizi telematici (e-inclusion), l’interazione modale, l’accoglienza e l’accesso ai beni comuni primari come il lavoro, la scuola, l’assistenza sanitaria, la conoscenza come valore collettivo e condiviso.
Il Workshop, in linea con i programmi europei in tema di accessibilità e inclusione sociale (Strategia UE 2010-20, UE 20-30, European Accessibility Act, 2015), intende esplorare una nozione di accessibilità nella sua dimensione universale. In tale prospettiva è importante il confronto tra politiche, progetti e buone pratiche in grado di testimoniare i processi virtuosi avviati in tema di accessibilità ed inclusività in campo nazionale e internazionale (Access City Award).
Con quali strategie, politiche e strumenti ripensare il funzionamento delle città accessibili?  Come integrare le politiche per la mobilità con quelle per l’inclusione e l’accoglienza, salvaguardando nel contempo, differenze e valori contestuali? 

• W 2.3 CITTA’ CIBO E SALUTE
La visione produttivista ha portato a guardare a lungo alla città solo come spazio dell’iperconsumo e alla campagna come ambito della produzione intensiva, perdendo di vista quella ricchezza del rapporto tra urbano e rurale che nel passato aveva prodotto forme e privilegi di raccolta tra spazio agricolo e usi urbani. Emerge, diffusamente, un’impostazione teorica che si oppone al dualismo degli estremi, micro e macro, globale e locale, al confronto critico tra qualità e quantità, sotto e sovra consumatori, obesità e malnutrizione, operando il rescaling del globale nel locale. Questa nuova postura pone le realtà urbane in prima linea, sia per l’alto numero di consumatori che si concentrano nella città, sia per la ampia varietà di sistemi alimentari che gli ambiti urbani propongono. Soprattutto riconoscendo quanto le scelte e gli stili alimentari, che la città aiuta a elaborare, possano incidere nei settori della produzione e del sistema del cibo in generale [Mazzocchi e Marino 2018].A partire dal riconoscimento dei sistemi locali del cibo, il workshop vuole indagare campi di ricerca e di applicazione in ambito urbano nazionale e internazionale, anche operando dentro politiche implicite che stentano a strutturarsi, per individuare un campo di operatività che nasca dalla specificità dei tanti contesti italiani di città-territorio di consumatori e produttori.


WORKSHOP 3. L’OBIETTIVO DELLA SOSTENIBILITA’ URBANA

• 
3.1 LA RESILIENZA URBANA PER I CAMBIAMENTI GLOBALI
L’adattamento ai cambiamenti climatici è un tema prioritario a cui la comunità internazionale, i governi nazionali e le comunità locali devono rispondere proponendo sinergie e visioni condivise transcalari. L’unità di analisi e di sperimentazione è la città, sempre più vulnerabile, ma al contempo emblema di un sistema complesso potenzialmente Resiliente, in grado di adattarsi ai cambiamenti, trasformando i rischi in opportunità di innovazione. La Commissione Europea nell’aprile 2013 ha adottato l’EU Adaptation Strategy al fine di rafforzare il livello di consapevolezza e la capacità di resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici con azioni di adattamento “cost effective” e rapide. I tre obiettivi chiave della Strategia sono: la promozione di azioni efficaci, il rafforzamento delle conoscenze e l’integrazione di misure di adattamento nelle politiche locali. Quanto la Pianificazione Urbana ha interagito con tali obiettivi? Come risponde agli stimoli della comunità europea e quanto si integra ai Piani Locali di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Mayors Adapt) o ai Piani di Resilienza e di Prevenzione dei Rischi? E infine, a che punto sono gli investimenti per la prevenzione del rischio e l’adattamento?

• W 3.2 LA VISIONE PATRIMONIALE DEL TERRITORIO COME CHIAVE PER LA SOSTENIBILITA’
L’obiettivo della sostenibilità urbana (11) cita esplicitamente, tra i target da raggiungere, il rafforzamento degli sforzi per la protezione e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale mondiale, mentre lo stesso obiettivo della crescita economica (8) richiama l’importanza di promuovere forme di turismo sostenibile capaci di creare posti di lavoro promuovendo culture e prodotti locali. Per comprendere appieno la portata della visione patrimoniale come nuova chiave per la sostenibilità, sembra tuttavia imprescindibile fare riferimento esplicito al passaggio dal riconoscimento patrimoniale di singoli beni all’intero territorio considerato come patrimonio. Questo passaggio, trattato dai recenti Piani paesaggistici (Puglia, Toscana, Piemonte, Friuli Venezia-Giulia oltre al Piano delle coste della Sardegna) ma anche da molti progetti che reinterpretano il patrimonio territoriale e paesaggistico locale come possibile motore di un diverso sviluppo, pone una serie di questioni relative alle diverse forme necessarie di conoscenza, interpretazione, attivazione di comunità, costruzione sociale di filiere sostenibili capaci di mettere in relazione sinergica la città e il suo territorio ai fini della sostenibilità. Quali riflessioni relative a questi diversi aspetti è possibile trarre dalle esperienze già mature? Quali le evidenze di prospettive promettenti verso una maggiore sostenibilità a partire da questo approccio? Quali sono i principali ostacoli, e come possono essere superati?

• W 3.3 NUOVE ECOLOGIE DELL’ABITARE
L’obiettivo della riduzione del consumo di suolo (dai 2 mq/ab nel periodo 2013-2015 - nonostante la forte crisi del settore edilizio agli 1,6 mq/ab per il 2030 richiesta dall’Agenda ONU) non sembra cogliere, aggiornandole, le riflessioni nate in Italia intorno agli anni ’90 sul tema degli spazi aperti e del progetto di suolo, che interpretavano le urbanizzazioni secondarie in termini di permeabilità, qualità e prestazioni dello spazio pubblico. Periurbano e dismesso rappresentano, oggi, le nuove geografie problematiche dell’urbano che dilatano la dimensione dello spazio aperto e accolgono i temi del consumo di suolo dando piena legittimità all’approccio ecosistemico del progetto urbanistico per la produzione di spazi e pratiche in un territorio sempre meno esclusivo tra città e campagna, ricomponendo i temi della sostenibilità dentro le figure dell’abitare. Guardare gli esiti del Moderno a partire dal bagaglio di studi e strumenti che la disciplina ha messo a disposizione (come si sta facendo bene sulla stagione degli standard) potrebbe aiutare a ritrovare una razionalità ecologica che si faccia interprete critica del presente. Nelle more di una normativa italiana chiara ed esaustiva sul tema del consumo di suolo, stante l’iniziativa di alcune Regioni italiane che hanno legiferato (Emilia Romagna, Lazio, Veneto), quali correlazioni è possibile trovare tra politiche, strategie ecologiche, strumenti e forme innovative del progetto del Suolo?

I risultati dei lavori della Conferenza, saranno come di consueto raccolti negli Atti della Conferenza pubblicati dalla Planum Publisher e nella collana dedicata alla SIU dell’editore Donzelli di Roma.


ABSTRACT DELLA CONFERENZA 
Gli abstract non devono superare le 3.000 battute (spazi inclusi) e devono contenere i seguenti dati:
a. Titolo, autore/i, recapiti, affiliazione, tre parole chiave
b. Indicazione di una prima e di una seconda preferenza rispetto al workshop al quale si vorrebbe partecipare
c. Tesi sostenuta
d. Principali argomentazioni
e. Metodologia/studio di caso/comparazioni, etc. 
f. Esiti attesi.


SCADENZE
Gli abstracts dovranno pervenire entro Lunedì 18 Febbraio 2019 per la preventiva approvazione al seguente indirizzo e-mail: conferenzasiu2019@gmail.com
 
La mail dovrà riportare in oggetto l'indicazione di una prima e una seconda preferenza dei workshop selezionati. 

Il comitato scientifico SIU darà comunicazione agli interessati dell’accoglimento delle proposte lunedì 4 marzo 2019 e, successivamente, i coordinatori dei workshop daranno indicazioni di dettaglio sulle modalità di discussione all’interno dei diversi workshop dei contributi inviati.

I papers – di lunghezza non superiore a 20.000 battute (spazi inclusi), oltre eventuali figure e tabelle- dovranno essere invitati al suddetto indirizzo e-mail entro lunedì 29 aprile 2019.
Come sempre, i full paper dei partecipanti in regola con il pagamento della quota di iscrizione alla conferenza saranno pubblicati in un volume con codice ISBN edito dalla Planum Publisher.
Inoltre, nell’ambito della Conferenza verranno segnalati i migliori paper di autori under 40 per ciascun workshop.


CARTOLINE
In relazione alle realtà locali, e a partire da luoghi cospicui delle due regioni ospitanti, le tematiche dell’Agenda 2030 affrontate negli spazi dei workshop saranno sviluppate anche attraverso l’utilizzo di 3 “Cartoline”, ovvero immagini ravvicinate e aggiornate di specifiche realtà territoriali entro cui è possibile riconoscere alcune rilevanti condizioni, ad un tempo di fragilità e di valore. Le Cartoline rappresentano, in altri termini, visioni di prossimità su casi di studio significativi che si prestano come casi-guida per rileggere e confrontare altre realtà territoriali del nostro Paese.
In linea con i temi della Conferenza, le “Cartoline” pongono l’accento su alcune questioni cogenti delle agende urbane locali e si dispongono in maniera trasversale alle 3 tematiche nelle quali si articolano i workshop, proponendosi come sfondo di approfondimento delle questioni trattate. Ogni Cartolina propone temi e keywords preordinate, da tenere quali riferimenti della discussione interna ad ogni workshop e possibili punti di avvio delle plenarie. Ogni cartolina sarà inoltre connotata da una immagine, una fotografia, con l’obiettivo specifico di arricchire la comunicazione settoriale con un linguaggio “altro” e ugualmente denso, come già avvenuto in altre esperienze passate. La fotografia supporterà il racconto e la descrizione dei temi affrontati collaborando così alla costruzione di un Atlante, di cui si darà conto con la mostra.
I casi-guida proposti ed approfonditi con la modalità delle “Cartoline” e le rispettive keywords sono:
• Cartolina Matera
• Cartolina Taranto 
• Cartolina Salento
Le 3 Cartoline-guida costituiscono il filo rosso attraverso il quale organizzare e raccogliere altre Cartoline da esporre in un agile mostra, che resterà aperta durate l’intera durata della Conferenza. 

CALL FOR CARTOLINE
  Call for cartoline (ITA) 
  Call for cartoline (ENG) 

 Cartoline Template (ITA)
 
 Cartoline Template (ENG) 


Younger-SIUrs_PIÙ GIOVANI SIU
Da anni la SIU si interroga su come sostenere i giovani al di là della Conferenza Annuale, del premio per il miglior paper per autori under 40 o delle quote agevolate, ritenendo i più giovani parte essenziale e insostituibile della crescita della comunità accademica degli urbanisti italiani.

Con questo spirito, quest’anno la SIU promuove, alla fine della Conferenza annuale nazionale, uno spazio di incontro, un workshop di approfondimento e condivisione dedicato ai più giovani della SIU (YoungerSIUrs).
Scopo di questa iniziativa è quindi quello di ribadire l’attenzione verso i più giovani, connettendo meglio i contenuti e le elaborazioni della nostra Società scientifica con la formazione e le aspettative dei giovani urbanisti, al fine di costruire una comunità più capace, motivata e competente.
Quest’anno il workshop residenziale sarà della durata di due giorni e ospiterà un gruppo di venti dottorandi o giovani ricercatori non strutturati under 40 con l’obiettivo di proseguire la riflessione sui temi proposti dalla Conferenza attraverso lecture e lavoro condiviso con una immersione diretta.  

Il contesto del workshop è quello del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, un luogo difficile, una vasta area interna che emerge come vistosa lacerazione nella rete insediativa pugliese, una grande area protetta alla ricerca di una propria dimensione territoriale.  
Stimolati da una discussione critica su alcune elaborazioni culturali ed esperienze sviluppate nel ‘laboratorio Puglia’ per la tutela, valorizzazione e riqualificazione di questo paesaggio aperto agropastorale, si solleciteranno riflessioni su futuri possibili fondati su forme di riappropriazione di luoghi e saperi contestuali che ne evitino il degrado, la mercificazione e la banalizzazione.
Il workshop è inteso come luogo di contaminazione tra saperi, sperimentazione e innovazione di pratiche disciplinari e interdisciplinari, sviluppo di azioni di riappropriazione di luoghi. Nei due giorni ad esso dedicati, i partecipanti saranno stimolati a esplorare, riflettere e lavorare cooperando insieme con l’obiettivo di approfondire percorsi di ricerca individuali e collettivi, e trovare nuova ispirazione e supporto dalle esperienze altrui. In questo quadro complesso e affascinante, essi saranno sollecitati a mettere a fuoco nodi tematici e parole chiave sulle quali concentreranno poi l'attenzione per una elaborazione congiunta su alcune questioni ritenute rilevanti che possano rappresentare un contributo per l’avanzamento della riflessione disciplinare. 
Complessivamente, il programma prevede: alcune lezioni; una esplorazione guidata dei luoghi, articolata in gruppi in base agli interessi di ricerca dei partecipanti; discussioni collegiali sui temi di ricerca dei partecipanti; un lavoro di gruppo guidato da tutor esperti di diverse discipline orientate alla conoscenza, tutela e valorizzazione del paesaggio.
I materiali prodotti saranno oggetto di una pubblicazione nell’ambito dei circuiti editoriali della SIU (Planum, Donzelli, etc.) e di una mostra nel Parco dell’Alta Murgia.

CALL FOR PROPOSALS/YoungerSIUrs_Più giovani SIU
Gli interessati possono inviare una lettera di motivazione e di autocandidatura di max 3000 battute spazi inclusi all’indirizzo youngersiurs@gmail.com  entro il 10.03.2019. 
I partecipanti selezionati per il workshop saranno ospitati presso l’Hotel Pineta-Wellness/Spa per la notte di sabato 8 giugno, con sistemazione in camera doppia e prima colazione per euro 32,5 a persona. L’albergo è ubicato a Ruvo di Puglia, città raggiungibile sia dalla stazione di Bari Centrale sia dall’Aeroporto di Bari Palese in circa 40 minuti con il treno metropolitano delle Ferrovie Bari Nord (https://www.ferrovienordbarese.it/ ). Per i giovani selezionati che partecipino alla Conferenza Nazionale della SIU le quote di iscrizione avranno uno sconto aggiuntivo dedicato.

 CALL FOR PROPOSALS/YoungerSIUrs_Più giovani SIU 


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