SIU Seminar
STANDARD A MISURA.
Regole, Attori, Esperienze

Rome, IT
• Venerdì 16 febbraio 2018, ore 10:15
• Università degli Studi Roma Tre, Aula De Vecchi Grande
via della Madonna dei Monti 40, Roma

• DAStU Politecnico di Milano | DipAR Università degli Studi Roma Tre | dCP Università Iuav di Venezia | DIA Università degli Studi di Trieste



 
A marzo dello scorso anno ha preso avvio un percorso di riflessione sugli standard urbanistici che vede coinvolti ricercatori del Politecnico di Milano, dell’Università degli Studi di Roma Tre, dell’Università IUAV di Venezia e dell’Università degli Studi di Trieste. Il gruppo di ricerca propone il seminario “Standard a misura. Regole, attori, esperienze”, che si svolgerà a Roma 16 febbraio, che si pone un duplice obiettivo, confrontarsi da un lato con i tentativi di riforma prodotti a scala regionale e dall'altro con le buone pratiche e le esperienze innovative condotte alla scala locale da amministrazioni, cittadini e terzo settore.


PROGRAMMA DELLA GIORNATA

• 10:15-10:45 STANDARD A MISURA
Presentazione e introduzione, Giovanni Caudo (RomaTre).

• 10:45-13:30 NORME E REGOLE
10:45-11:00 quadro comparativo regionale, Nicola Vazzoler e Mauro Baioni (RomaTre).
11:00-13:30 tavola rotonda con: Guido Baschenis (Regione Piemonte - Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio - Settore Territorio e Paesaggio); Maurizio Federici (Regione Lombardia – Direzione Generale Territorio Urbanistica e Difesa del Suolo – Struttura Urbanistica e Progetti per il Territorio); Vincenzo Fabris (Regione Veneto – Direzione Pianificazione Territoriale); Roberto Gabrielli (Regione Emilia-Romagna – Servizio Pianificazione territoriale e urbanistica, dei trasporti e del paesaggio); Maria Raffaella Lamacchia (Regione Puglia – Dipartimento sviluppo economico, innovazione, istruzione, formazione e lavoro - Sezione Istruzione e Università);  ne discutono Stefano Stanghellini (Iuav); Paola Savoldi (PoliMi); Maria Chiara Tosi (Iuav).

• 14:30-17:30 ESPERIENZE E ATTORI
Presentazione delle esperienze selezionate tramite call ne discutono Carolina Giaimo (Community INU “Ricerche e sperimentazioni nuovi standard”, PoliTo); Sara Basso (UniTs); Elena Marchigiani (UniTs); Cristina Renzoni (PoliMi).

• 17:30-18:30 COMPRENDERE GLI INTRECCI
Talk conclusivo con Michelangelo Russo (Presidente SIU, UniNa) e Arturo Lanzani (PoliMi). Coordina Giovanni Caudo (RomaTre).


PREMESSE
Nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’emanazione del Decreto sugli standard urbanistici (D.I. 1444/1968). Si tratta di un’occasione importante per tornare a riflettere da un lato sul ruolo che questo provvedimento ha avuto nella costruzione della città e dei territori italiani e nella configurazione dei saperi che se ne occupano, dall’altro sull’urgenza di un ripensamento di strumenti, processi e azioni attraverso cui oggi si producono gli spazi “a standard”, servizi e dotazioni urbane a valenza pubblica e di interesse collettivo. Alcuni mesi fa ha preso avvio un percorso di riflessione che vede coinvolti ricercatori del Politecnico di Milano, dell’Università Roma Tre, dell’Università IUAV di Venezia, dell’Università di Trieste e che mira a mettere in valore e a far evolvere progetti e iniziative già avviati entro una cornice di lavoro comune, con l’ambizione di segnare un avanzamento della riflessione estendendola a quegli interlocutori che oggi più direttamente sono impegnati nella definizione e nella realizzazione delle politiche di welfare locale. Il programma di ricerca va inteso come un lavoro di discussione tra i proponenti e un panel di esperti (colleghi, amministratori, rappresentanti di enti e associazioni, ecc.) con cui affinare ipotesi, chiarire la domanda di cambiamento delle norme e verificare via via gli esiti in differenti momenti di confronto, sia collettivo che entro gruppi di lavoro. L’attività di ricerca ha già realizzato due momenti di discussione pubblica: la prima, nel marzo 2017, ha segnato l’avvio del lavoro attraverso un seminario cui hanno preso parte le sedi coinvolte con Ota de Leonardis, Sandro De Magistris, Patrizia Gabellini, Gabriele Pasqui e Michelangelo Russo che hanno discusso parte delle ipotesi di ricerca e del programma di lavoro; la seconda occasione, nel giugno 2017, in occasione della conferenza annuale SIU, è consistita in un confronto tra esperienze e ricerche in corso, nell’ambito del workshop 4 dedicato a “Urbanistica e/è azione pubblica per le dotazioni territoriali e la qualità urbana”, coordinato da Cristina Renzoni, Stefano Munarin, Sara Basso e Roberto Gerundo.


IL SEMINARIO

Il gruppo di ricerca propone un seminario da svolgersi a Roma il 16 febbraio 2018 che si confronti con i tentativi di riforma prodotti a scala regionale, le buone pratiche e le esperienze innovative condotte alla scala locale da amministrazioni, cittadini e terzo settore. Il seminario si pone un duplice obiettivo. In primo luogo, intende acquisire e comparare gli orientamenti che alcune regioni hanno avuto, o si apprestano ad avere, nei confronti del governo degli standard urbanistici, in occasione della formulazione di regole e norme che aggiornino le modalità di risposta alla domanda sociale e territorializzata di servizi, alle istanze ecologico-ambientali e alle necessità di riduzione del consumo di suolo e di rigenerazione urbana. In secondo luogo, intende raccogliere e confrontare progetti ed esperienze locali messe in essere da attori istituzionali e non. L’obiettivo è testimoniare forme e modi di produzione, trasformazione, riuso, gestione di servizi che si concretizzino sia attraverso nuove pratiche virtuose di utilizzo del patrimonio a standard esistente, sia tramite la produzione di “nuovi standard” di iniziativa pubblica, privata e/o volontaristica.

I. Norme e Regole

Nel primo caso (norme e regole) gli interlocutori del seminario sono prevalentemente istituzionali: i profili tecnici e dirigenziali impegnati nell’aggiornamento di alcune normative regionali. Le regioni coinvolte, in via preliminare, sono Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia. Le motivazioni che hanno guidato questa prima selezione riguardano le sperimentazioni in atto, pur con diversi gradi di maturazione, rispetto alla formulazione di regole e norme riguardanti le dotazioni di attrezzature collettive e l’offerta di servizi ad esse correlate.

II. Attori ed Esperienze
Nel secondo caso (attori ed esperienze) s’intende selezionare, tramite call, un repertorio di pratiche finalizzate alla produzione/riattivazione di spazi destinati a servizi (tradizionali e innovativi)
 e che specificamente riguardino uno o più dei seguenti profili:

1. Standard e patrimoni: dotazioni di attrezzature e servizi esito di processi e progetti in cui il riuso di edifici ed aree, la modificazione e la ridefinizione di spazi aperti – messi a disposizione da soggetti pubblici o privati – sono orientati all’integrazione di diversi usi, funzioni e prestazioni al fine di ri-attivare e valorizzare il patrimonio di standard già esistenti. L’interesse è rivolto a pratiche di modificazione di patrimoni spaziali che propongano sia nuove tipologie di spazi-servizi, sia un’articolazione multifunzionale delle tipologie consolidate di standard, nell’intento di fornire risposte all’emergere di nuovi bisogni (es. lo spazio a standard che accoglie anche attività culturali, imprenditoriali, nell’ambito della creatività, dei lavori socialmente utili, ecc.). Al centro dell’attenzione è il progetto dello spazio e, in particolare, la sua disponibilità a essere ri-pensato e ri-lavorato per ospitare e stimolare la costruzione di servizi connotati da declinazioni più variegate e complesse.

2. Standard e strumenti: 
dotazioni di attrezzature e servizi attraverso la definizione di modalità innovative di costruzione, attuazione e gestione di: strumenti preposti al governo del territorio (ad es., attraverso la messa a punto di forme innovative di monetizzazione e riallocazione degli oneri, o di meccanismi creditizi/compensativi/perequativi volti alla creazione e/o alla manutenzione di spazi e servizi di interesse collettivo); progettualità complesse (sostenute da fonti di finanziamento straordinarie – es. bandi nazionali ed europei); procedure di collaborazione tra istituzioni pubbliche, attori privati e del terzo settore (finalizzate a razionalizzare costi e modalità di costruzione/erogazione/gestione di servizi integrati, ma anche a ri-orientare le pratiche ordinarie di manutenzione/gestione di spazi e servizi verso nuovi approcci). In questo caso l’attenzione si concentra sul progetto di politiche, sui tools e sulle procedure in cui tali politiche trovano traduzione.

3. Standard e gestioni condivise:
 dotazioni di attrezzature e servizi ottenute e realizzate attraverso la diretta presa in carico del patrimonio esistente di spazi e servizi da parte dei cittadini organizzati, in forme più o meno strutturate. Il focus è su pratiche “dal basso” e/o collaborative tra cittadini e istituzioni pubbliche, in cui la cura e il riuso disvelano le potenzialità insite nel capitale fisso inutilizzato (es. comunità di cittadini e associazioni che, su base volontaristica, assumono l’iniziativa, l’onere e la responsabilità di rendere praticabili immobili o spazi abbandonati; ecc.). L’obiettivo è mettere a fuoco: le motivazioni e gli “interessi” che animano queste pratiche (dal punto di vista sia dei privati cittadini che dell’attore pubblico); le modalità con cui i cittadini si organizzano per la gestione di spazi e servizi (es. patti, accordi, ma anche strumenti mirati a favorire l’auto-organizzazione e la condivisione).
 

IL GRUPPO DI RICERCA
• Cristina Renzoni, Paola Savoldi
DAStU – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano
• Giovanni Caudo, Mauro Baioni, Nicola Vazzoler
DipAR – Dipartimento di Architettura, Università degli Studi Roma Tre
• Stefano Munarin, Maria Chiara Tosi, Alessia Franzese
dCP – Dipartimento Culture del Progetto, Università Iuav di Venezia
• Sara Basso, Elena Marchigiani
DIA – Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università degli Studi di Trieste

PER INFORMAZIONI
standard.urbanistici@gmail.com

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